carta/e - diario 20 pag. 18

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Titolo

diario 20 pag. 18

Date

  • 1923/09/13 (Creazione)
  • Venas di Cadore (Creazione)

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carta/e

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Storia archivistica

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Ambito e contenuto

  • Testo (che prosegue dalle pagina 16 e continua alla pagina 22) sulle gite e visite in diversi luoghi del Cadore tra i quali la Piramide Carducci con racconto delle battaglie svoltesi durante il conflitto.

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Venas 13 settembre 1923
[il testo continua da pagina 16]

Ll piano [dove si trova la Piramide Carducci] fu tomba ai nostri valorosi ed ai nemici imperterriti, …
Il piano sembra chiuso dalle alte cime dei monti che da ogni lato emergono custodi dei segreti infiniti delle anime che qui vissero con la fede nelle sorti buone della Patria e che, fattori delle diuturne vittorie, non videro il trionfo della Vittoria decisiva di Vittorio Veneto.
Trincee, camminamenti, caverne, ricoveri sono visibili sul piano che appare sconvolto come terreno colpito da terremoto; buche profonde da 305, buche minori che hanno interrotto i camminamenti rendendoli impraticabili, reticolati, cavalli di frisio, nostri dalla parte da cui siamo venuti, dei nemici dal lato che va nella vallata del Landro, dimostrano ancora le resistenze pervicaci, attestano gli aspri combattimenti che qui si svolsero a cominciare dal 7 giugno 1915, quando mentre infuriava un terribile temporale gli austriaci sferrarono in forze strabocchevoli, di sorpresa. Il Battaglione del Piave sostenne l'attacco. Vi era una sola compagnia, la 268 al comando del bravo capitano Boggetti, e non aveva a sussidio neppure una mitragliatrice, il Battaglione di NT non ne era ancora dotato. La mischia si accese ardente intorno alla Piramide fatidica, posta dai Cadorini liberi al fiero Maremmano che levò la voce sdegnosa e possente a rimbrottare, ad incitare, ad augurare, ed ora era presente il suo spirito a rinvigorire gli uomini di guerra, quasi indigete proteggente nume. Le pietre incerte della piramide a Carducci furono consacrate dal sangue dei difensori eroici.
A questa giornata di eroismo, nella quale la patria sacrificò all'altare della libertà la vita di parecchi uomini a capo di essi il tenente De Turi, il tenente De Toni, il sergente Colle, e poi del capitano Pellizzari del Gruppo di Artiglieria da Montagna di Belluno, morto poi in un ospedale, il quale dopo tre ore dell'attacco prendendo contatto coi combattenti aprì il fuoco sul nemico avanzante e decise la sorte della giornata vittoriosa.
La Brigata Marche prese il posto della decimata 268 che si riordinava il fiorno 8 a Forcella alta.
Le giornate 19 e 20 luglio furono micidiali per la rabbiosa furia dei colpi che da tutte le artiglierie di val di Landro, dalle latranti insidiose caverne montane gridavano la vendetta per lo scacco subito. Il cap. spaventa del 7 regg. Alpini che citò i fatti gloriosi nella giornata commemorativa del 19, disse della distruzione dei reparti che non ostante l'accanito fuoco nemico vollero tentare opposizione all'irruenza austriaca; la 96a comp.a i reparti del 55 e 56 fucilieri che si erano impossessati delle posizioni nemiche a ferro freddo sgominando e catturando i difensori attoniti, diretti dall'impassibile e sereno capitano Rossi furono decimati, flagellati, martellati dal fuoco delle batterie lontane.
Alla Brigata marche, si avvicinò la Brigata Basilicata e il 23° e 24° Regg.to Fanteria conobbero poi la dura magia del Monte bagnato di tanto sangue. Lentamente, tenacemente la fanteria eroica avanzò dove ne 1915 in luglio si era celebrata la grande sagra del sangue e fino al 1917 al 21 ottobre 1917 quando ancora Monte Piana doveva incidere nella storia l'ultima volta il suo nome purpureo, quasi preludiando quella che doveva essere la triste avventura di Caporetto.
La ferocia dei bavari fu orrendamente scagliata contro i nostri e ad essa tenne testa la compagnia di assalto della IV armata e dei Bersaglieri dell'11.
Il 24 ottobre 1917 fu il fatale compendio della giornata del 21 del Monte Piana le inferocite truppe germaniche, ungheresi, austriache avevano ragione a Caporetto della nostra impreparazione e degli errori di metodo cadornini.
Ma il sangue giovane che irrorò queste benedette zolle questi acuminati sassi, dalla mia Enrica e da me silenziosamente attraversati in pellegrinaggio umile, ma altamente pieni di devozione e di orgoglio, fu vendicato dal sangue giovane degli ardenti soldati di Diaz a Vittorio Veneto e nelle acque del Piave, fu benedetto dalla nuova Italia, sicura di sé, come ha dimostrato ora davanti al mondo per vendicare l'eccidio che i greci compiroro a Jànina uccidendo il gen. Tellini capo della Missione italiana che doveva segnare i confini fra Grecia ed Albania per disposizione internazionale alla Missione affidata e con lui i suoi compagni Maggiore med.o Corti di Palazzolo Ten.te Bonatini [Bonacini] di Art.a un soldato lo chauffeur.
Avendo la Grecia rifiutato di accogliere la nota di riparazione inviata da Mussolini, il 31 agosto l'Italia ha occupato l'isola di Corfù e ora la riunione degli Ambasciatori obbliga la Gracia a sottostare alle nostre richieste e nella riunione del 7 sett.e aggiungeva che le navi italiane che debbon ricevere onori dalla Grecia debbono essere seguite da navi inglesi e francesi.
Sostammo per raccogliere qualche proiettile, per riprodurre la piramide, […]
Ancora sul piano del Monte vi sono tracce di bombe appena riaperte e gli uomini che lavorano lassù a raccogliere ferro e residui in qualche momento sentono venir fuori dalle caverne sotterranee il caratteristico cattivo odore della decomposizione. Il freddo avrà ritardato lo sfacelo!
[…]
Monte Piana sarà un vero Monumento Nazionale perché ogni pietra griderà sempre nell'eterno silenzio della storia e nel silenzio impressionante della tregua delle tempeste della vita, che su di esse giacque un eroe che dovendo uccidere, come il Caporale, già pastore nomade fra la terra di Puglia e la Majella solitaria, si segnava come avrebbe fatto entrando in un sacro ambiente e poi con ferma mano e sicura mira faceva partire il colpo che uccideva immancabilmente. Uccidere per dover difendere la Patria e a Dio chiedeva perdono dell'involontario delitto.

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